Milano dà il meglio di sé quando il maggior numero possibile di persone si identifica nel suo sviluppo.

Quando è aperta, accogliente, plurale, come ha iniziato a scoprirsi sempre più nell’ultimo decennio. Quando la capacità di organizzazione del suo tessuto sociale – dai comitati inquilini delle case popolari ai giardini condivisi, dalle brigate di solidarietà agli spazi sociali e culturali nei quartieri – viene riconosciuta e agevolata, anche dal Comune, e messa in condizioni di esprimersi nel suo pieno potenziale. Quando si affida alle energie e alle esperienze esistenti, formali e informali, e fa spazio per farne nascere di nuove.

La pandemia ha reso ancor più evidente il ruolo chiave che una comunità coesa e attiva può avere; allo stesso tempo, ha messo in luce le fragilità del “modello Milano”, mostrando una città che si muove ancora a diverse velocità.

Le risorse del Recovery Fund sono un’enorme opportunità per non accontentarsi di tornare ‘alla Milano di prima’, ma creare collettivamente una città più giusta, più collaborativa. Vogliamo provare a farlo insieme, dal basso, a partire da un Patto per la città. 

Firmandolo, chiediamo a chi nel centrosinistra sta governando la città – Il Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale, i 9 Municipi – di impegnarsi a:

    • Riconoscere le migliori esperienze della città nate dal basso per renderle protagoniste delle politiche pubbliche. La rigenerazione delle periferie, per esempio, è un processo che deve partire coinvolgendo le persone che già ci stanno provando.
    • Coinvolgere attivamente la cittadinanza nelle decisioni, riconoscendo la pluralità e diversità di cui Milano è composta. Dando non solo ascolto, ma anche potere a chi oggi ne ha meno: giovani, donne, seconde generazioni, per esempio.
    • Promuovere opportunità concrete che siano semplici, aperte e facili da trovare. Scrivendo e diffondendo bandi per creare più spazi di aggregazione nei quartieri, più scuole aperte al pomeriggio e alla sera, più imprese sociali e molto altro.

Lo chiediamo in prima battuta allo schieramento del centrosinistra perché il governo collaborativo deve essere sempre più un tratto di valore distintivo di una città progressista, che crea opportunità a prescindere dal tuo cognome, dal tuo conto in banca, dal colore della tua pelle, dal tuo numero di followers.

La tua firma ha un peso: più siamo, più le richieste di coinvolgimento attivo del Patto potranno contare davvero. Noi verificheremo puntualmente il rispetto degli impegni presi da chi sta governando, aggiornandoti e, se vuoi, coinvolgendoti.

Chiediamo questo perché vogliamo che potere sia facile. Se anche tu vuoi una città dove alla domanda “Sai che puoi?” la risposta sia sempre “sì” firma ora il Patto.


Se poi vuoi approfondire, leggi qui la versione estesa del Patto predisposta prima delle elezioni comunali di Milano dell’ottobre 2021

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la tua adesione alla campagna “Sai che puoi?” è preziosa, grazie!

Ti aggiorneremo su come vanno le cose, ma c'è un'azione importantissima che puoi fare subito: condividere il messaggio.
Milano, infatti, può diventare più collaborativa non solo se chi ci governa ci crede, ma soprattutto che chi ci abita lo chiede.

Grazie e a prestissimo,

Il Comitato Colibrì

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